Confcommercio ha celebrato l’80° anniversario con il lancio di “inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono”, una due giorni nazionale dedicata al ruolo strategico delle economie di prossimità nello sviluppo delle città del futuro. L’evento, ospitato a Bologna il 20 e 21 novembre e realizzato con il supporto di Confcommercio Ascom Bologna, ha riunito istituzioni, imprese, amministratori e mondo accademico per costruire una visione comune delle politiche urbane.
Giornata del 20 novembre – Politiche urbane, alleanze e innovazione
Ad aprire i lavori sono stati Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio Bologna, e Carlo Sangalli, presidente nazionale Confcommercio, seguiti dall’intervento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Costo della vita, casa e politiche urbane
Nel primo panel, con interventi di Matteo Lepore, Massimiliano Fedriga e Irene Tinagli, è emersa la necessità di:
- un fondo europeo per l’accesso alla casa,
- una nuova agenda urbana nazionale che includa piccoli comuni e aree metropolitane,
- una collaborazione più forte tra istituzioni e parti sociali per affrontare il caro-vita.
Alleanze urbane e cooperazione pubblico-privata
Il secondo panel ha approfondito il valore delle partnership territoriali. Con i contributi di Luigi Taranto, Andrea Prete, Raffaele Fitto e rappresentanti del mondo universitario, è stata annunciata la prossima Agenda europea delle città (3 dicembre), pensata per coinvolgere direttamente gli stakeholder locali.
Mobilità e sostenibilità
Il terzo panel ha affrontato i temi della mobilità integrata, della logistica urbana e del trasporto pubblico come elementi chiave per la competitività dei centri abitati. Interventi da ANCI, Tper, Telepass e DHL Express hanno evidenziato la necessità di sistemi più intelligenti e sostenibili.
IA, Big Data e nuovo urbanesimo
L’ultima sessione ha posto al centro intelligenza artificiale, dati e governance urbana. Gli esperti – tra cui Guido Castelli, Stefano Epifani e Paolo Testa – hanno sottolineato:
- l’urgenza di colmare il deficit di competenze,
- il ruolo del digitale per creare politiche urbane condivise,
- la crescente richiesta dei cittadini per una economia di prossimità più forte.
Giornata del 21 novembre – Europa, centri storici e futuro sociale delle città
La seconda giornata si è concentrata sulle politiche europee, sul futuro dei centri storici, sulla sicurezza urbana e sulle trasformazioni sociali in atto.
Europa e territori
Eurodeputati, sindaci e studiosi – tra cui Cavedagna, Nardella, Frontini e Gianfranco Viesti – hanno discusso del futuro delle politiche di coesione, ribadendo la necessità di un patto europeo per le città e di un riconoscimento più forte del commercio come pilastro economico.
Centri storici tra turismo e residenza
Nel panel dedicato agli ecosistemi storici, con Walter Veltroni, Evelina Christillin e altri esperti:
- è stato denunciato il rischio di desertificazione commerciale,
- è stata ribadita la necessità di nuove regole per bilanciare turismo e qualità della vita,
- è stato presentato il modello del Museo Egizio di Torino come esempio di innovazione culturale.
Sicurezza, bellezza e vitalità urbana
Un focus specifico ha unito urbanistica, sociologia e arte, mettendo in luce come vivibilità, sicurezza e vitalità economica debbano procedere insieme nella rigenerazione dei quartieri.
Sport, cultura e conoscenza come motori urbani
Dal racconto di Federico Buffa sul ruolo degli impianti sportivi fino al caso di Bologna come città della cultura e dell’innovazione, gli interventi hanno evidenziato la forza dei beni culturali e della creatività per la competitività urbana.
Città come bene comune
L’ultimo panel ha affrontato le sfide demografiche, l’invecchiamento e i nuovi flussi migratori. Esperti di mobilità, tecnologia e semiotica hanno ribadito la necessità di una città più inclusiva, coesa e rigenerata, costruita attraverso la partecipazione attiva dei cittadini.
Conclusione “InCittà” si conferma un nuovo spazio permanente di confronto e progettazione, con l’obiettivo di mettere al centro le economie di prossimità, rafforzare il dialogo con le istituzioni e costruire politiche urbane capaci.